Festività natalizie russe

Le festività di fine anno in Russia e Ucraina, Natale e Capodanno

Lo psicologo risponde – Origini e tradizioni culturali delle festività natalizie ortodosse

Il Natale è alle porte e volevo spiegarvi come viene vissuto questo periodo di festività, religiose e pagane, dai cittadini dell’est europa, Russia e Ucraina. Lo faccio assieme alla nostra psicologa Anna, nel nostro tradizionale appuntamento settimanale

Cenni storici

Anzitutto dobbiamo dire che la festa più importante per i popoli dell’ex Unione Sovietica non è il Natale, ma il Capodanno. Tutto ha inizio circa mille anni fa, sotto il regno del Principe Vladimir di Rus’ (primo regnante cristiano russo) il quale stabilì che secondo la religione Cristiana, le feste del regno di Rus’ dovevano essere due: una quella del suo battesimo e l’altra il 25 Dicembre, il Natale appunto. Verso la fine del diciassettesimo secolo, dalla Polonia arrivò in Russia uno spettacolo teatrale molto famoso e di grande successo, che metteva in scena la rappresentazione vivente del Presepe, con la nascita di Gesù e la fuga di Erode. Il Presepe divenne quindi un simbolo natalizio molto forte in Rus’, fino ai giorni della Rivoluzione d’Ottobre del 1917, quando vennero abolite dai Soviet tutte le festività di matrice religiosa. Poco prima, verso inizio Novecento, venne introdotta in Russia anche la tradizione della decorazione dell’albero di Natale, e la figura di “Nonno gelo” (Дед Мороз) ovvero il Babbo Natale o Santa Claus russo. 

Da festività religiosa a pagana

Come appena detto, i Soviet cancellarono dalle tradizioni popolari ogni tipo di celebrazione religiosa. In pochi anni i simboli quali l’albero di Natale e il Presepe persero tutto il loro significato, a causa del processo di ateizzazione portato avanti con forza dal governo sovietico. Con una decisione statale datata 1929, fu introdotto il calendario Gregoriano al posto di quello Giuliano e deciso che il Natale Ortodosso si sarebbe festeggiato non più il 25 Dicembre, bensì il 7 Gennaio. Ma si dovette attendere fino al 1935, quando a sorpresa il Soviet Supremo decise che a livello nazionale, il primo di Gennaio fosse dichiarato giorno festivo, mentre in precedenza sia il primo che il 7 gennaio erano giorni lavorativi normali. Il 7 Gennaio fu dichiarato poi giorno festivo soltanto nel 1991. Nella popolazione, le precedenti tradizioni “natalizie”, come quella dell’addobbare l’albero o il Presepe, fare regali ad amici e parenti, si spostarono al primo dell’anno. Tanto è vero che l’albero stesso si iniziò a chiamare “albero di Capodanno”.

Come sono i festeggiamenti che iniziano il 31 Dicembre

Il Capodanno è considerato forse la festa più importante di tutte in Russia e Ucraina, ed è un obbligo avere la tavola completamente piena di cibi tradizionali russi e ucraini, primo tra tutti la famosa Insalata Russa detta anche “Olivier”, composta da sette o otto ingredienti, tra cui verdure bollite e maionese. Il fatto che la tavola per il cenone del 31, così come per il pranzo del primo dell’anno, debba essere completamente apparecchiata e piena di cibi, serve a far si che nessuno debba correre avanti e indietro per portare nuove pietanze. 

Insalata russa Olivier

La sera del 31 è usanza anche guardare assieme vecchi film, ovviamente russi, dedicati alle festività natalizie. Questo crea la magia dell’ambiente, così come la tradizione di addobbare la casa da parte delle donne e ragazze, possibilmente attraverso decorazioni fatte a mano. Dopo le 22 iniziano ad arrivare ospiti, solitamente parenti stretti, per il cenone. Ospiti che, come da abitudine delle persone dell’Est, non entrano mai in casa con le scarpe usate fuori, ma se le cambiano con un paio nuove (magari più eleganti e coi tacchi alti per le donne). Ci si scambiano subito i regali e ci si siede a tavola iniziando la festa in onore dell’anno che si sta concludendo, discutendo e raccontando di come sia andato, e brindando frequentemente, non solo allo scoccare della mezzanotte. 

piatti tipici russi capodanno
Anno nuovo 

Subito dopo la mezzanotte, si brinda con uno spumante o un prosecco, che in Russia e Ucraina chiamano Champagne (per loro qualsiasi vino con le bollicine è Champagne….) e si aprono i regali dei parenti. Poi si aprono le danze e i giochi, che spesso durano fino all’alba. A tavola vengono serviti piatti stavolta caldi, a base di carne o pesce. Chi ne ha la possibilità, e bambini in casa, a volte invita il Babbo Natale russo (Nonno Gelo – Дед Мороз) il quale consegna di persona i doni ai bimbi. Fondamentale è trascorrere il Capodanno in allegria e con persone care vicine, dal momento che una delle massime più famose russe dice “trascorrerai il nuovo anno come il Capodanno”.

Nonno Gelo – Дед Мороз
Natale ortodosso

Diciamo che nei paesi ex sovietici il 7 Dicembre (giorno del loro Natale) non è considerato giorno di festa vero e proprio, ma piuttosto una ricorrenza religiosa molto importante per i credenti e i praticanti, tanto è vero che molti fedeli si recano in Chiese Ortodosse per pregare quasi tutta la notte, proseguendo la mattina con un pranzo natalizio molto più intimo rispetto a quello del Capodanno. 

Cattedrale di San Vladimiro a Kiev

La divinazione del 6 Gennaio

Una tradizione molto particolare rispettata da molte donne la sera del 6 Gennaio, prevede che si scrivano su foglietti qualsiasi, i sogni e i progetti da realizzare nel nuovo anno, e poi allo scoccare della mezzanotte, vengano bruciati con una candela e bevuti rapidamente con una coppa di spumante, precedentemente preparato. Si tratta evidentemente di un gesto benaugurante, quasi scaramantico.

12 piatti diversi per il Natale ucraino

Un’altra abitudine tipicamente ucraina riguardante la cena natalizia tra il 6 e il 7 Gennaio, è quella di presentarsi a tavola dopo un lungo periodo di dieta (40 giorni) e trovare 12 pietanze diverse da gustare (esattamente come il numero degli Apostoli). Anche questa usanza è foriera di positività per il nuovo anno che sta iniziando.

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