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Influenza dei genitori nei rapporti affettivi delle coppie miste

Lo psicologo risponde – Il giusto ordine di priorità nella famiglia

Cari amici della You & Meet, benvenuti al nuovo appuntamento video con la psicologa Anna. Oggi parleremo di come i genitori possono influenzare la vita di coppia nella quale lui o lei siano stranieri. Favoriranno oppure ostacoleranno l’armonia di una coppia che inizia una nuova relazione?

Regola universale per la sopravvivenza di una coppia

Occorre anzitutto fare una premessa di carattere generale, valida per tutte le famiglie del mondo, indipendentemente dalla nazionalità e dalle convinzioni religiose e morali della coppia. Il successo e la durata di una famiglia non possono prescindere da una chiara presa di coscienza di entrambi i coniugi: quella di dare sempre la priorità al proprio partner e ai figli rispetto ai genitori. Questo principio gioca un ruolo fondamentale nella sopravvivenza del rapporto. 

La mamma è sempre la mamma

Parlando di affetto e rispetto, è fuori discussione che i genitori meritino sempre il massimo della considerazione e dell’aiuto da parte dei figli. Ma questo non può e non deve porre in condizione subalterna l’amore e la dedizione di un figlio verso la propria moglie (o marito) e i propri figli. Nel momento in cui ciò avviene, la convivenza e l’armonia familiare potrebbero avere i giorni contati. Dare sempre la priorità alla propria famiglia è fondamentale soprattutto in occasione di divergenze e decisioni per le quali i genitori, di lui o di lei, mostrino punti di vista o posizioni contrarie al genero o alla nuora. In tali situazioni sarà fondamentale la concordia e la complicità tra i coniugi. Mentre sarebbe deleterio prendere le parti dei propri genitori contro il partner.

Approccio delle madri verso le nuore (straniere soprattutto)

Generalmente, la parte del leone nei rapporti interpersonali tra genitori e figli sposati la fanno le madri, soprattutto se il figlio maschio, italiano, inizia una relazione con una donna straniera. Si hanno tre tipi di reazioni materne:

Mamma “supervisore”

Ci sono donne che durante la loro crescita personale hanno raggiunto piena consapevolezza di sè stesse come donne, lavoratrici, amiche, amanti, madri. Coloro che si sentono principalmente ed esclusivamente “madri”, tendono a mantenere questa loro funzione anche quando i propri figli superano abbondantemente la maggiore età. E così succede che nel momento in cui il figlio si allontana dalla sua “zona di controllo” e inizia una convivenza con un’altra donna, la madre tenta di proseguire attraverso lei la propria attività di “controllo” e “supervisione” sul proprio figlio, mai del tutto svezzato. Gli effetti (negativi) di questo approccio riguardano l’eccessiva intromissione di genitori, che in molti casi possono generare tensioni nella famiglia stessa. Tensioni e nervosismi che interesseranno i genitori stessi, a causa della difficoltà di comunicazione con la nuora straniera e di instaurare con lei un rapporto fiduciario pieno.

Mamma “sospettosa” 

Si tratta in questo caso di genitori che nutrono una diffidenza quasi genetica nei confronti delle persone straniere. Una pregiudiziale che renderà quasi impossibile l’accettazione stessa del rapporto affettivo del proprio figlio con una persona non di fiducia, ritenuta potenzialmente pericolosa. Purtroppo il detto “mogli e buoi dei paesi tuoi” è molto forte, soprattutto qui in Italia. Il suggerimento che possiamo dare a uomini che iniziano una relazione con una donna dell’est, per esempio, è di non cercare l’approvazione dei propri genitori fin dall’inizio, ma di renderli consapevoli della situazione solo quando il rapporto con lei sarà consolidato e forte.

Mamma “silenziosa”

In questa categoria rientrano quelle persone che invece apprezzano le culture diverse e quindi che considerano il rapporto del proprio figlio con una donna straniera come grande occasione di arricchimento personale per entrambi. 

Rapporti coi genitori dopo il matrimonio

Superata la prima fase di cui abbiamo parlato sopra, discutiamo adesso delle problematiche che possono incorrere durante la vita coniugale delle coppie miste, nel rapporto coi rispettivi genitori. Difficoltà che ovviamente dipendono in gran misura anche dal tipo di approccio che c’è stato prima del matrimonio stesso. 

Difficoltà linguistiche 

Per i genitori residenti nel paese di convivenza dei coniugi, sarà molto difficile comprendere i dialoghi del proprio figlio o dei nipoti con la nuora straniera, almeno all’inizio. In questo periodo, che può durare da pochi mesi a un anno e mezzo circa, sarà molto importante per la donna straniera, o per l’uomo che si trasferisce all’estero, provare a interloquire con i genitori di lei o di lui, nella loro lingua, anche con brevi frasi imparate a memoria. Questo sforzo sarà molto apprezzato e aiuterà parecchio a fidelizzare con loro ed essere rapidamente accettati. 

Nostalgia dei genitori lontani

Oltre alle problematiche intrinseche alla vicinanza e magari all’interferenza nella vita di coppia da parte dei genitori di uno o dell’altro coniuge, esiste anche il problema opposto. E cioè una sorta di nostalgia, di vuoto, causato dalla lontananza dei propri genitori, come spesso capita alle ragazze dell’est che si trasferiscono a vivere all’estero. Questa lacuna può essere facilmente colmata da contatti quotidiani in videoconferenza, oppure tramite viaggi, almeno uno o due all’anno, per trascorrere qualche settimana assieme ai propri genitori. 

Genitori generosi e disponibili o distaccati e indipendenti?

A seconda dello stato occidentale o di una parte di esso, possiamo trovare questi due tipi di comportamenti. Per esempio, nel meridione italiano è molto facile trovare parenti molto generosi, che danno tutto l’aiuto e l’affetto di cui sono capaci, ma che allo stesso tempo si aspettano molto dal proprio figlio e dalla sua famiglia. Se da un lato questo apporto morale e pratico può essere molto utile soprattutto nei momenti di difficoltà, dall’altro può diventare una presenza ingombrante nei momenti decisionali e progettuali della famiglia, allorquando quei genitori cerchino di imporre la loro volontà e le loro opinioni.

In altre regioni italiane, e nei paesi nord europei, i genitori lasciano i figli liberi di decidere il loro destino e le loro scelte affettive molto presto. Una volta sposati, si dimostrano più distaccati dalla vita di tutti i giorni delle famiglie dei loro figli, non intromettendosi troppo nelle loro faccende. La conseguenza, nel caso di una ragazza dell’est che si trasferisce in Italia, è che questa ragazza non avrà altro appoggio pratico e affettivo che quello del marito, il quale dovrà assumersi la responsabilità di sostenerla e confortarla ogni volta che lei ne avrà bisogno. 

Trovare il giusto compromesso nei rapporti coi genitori

In conclusione possiamo senza dubbio dire che il modo migliore di relazionarsi coi propri genitori, per una coppia mista, è quello di evitare gli eccessi, sia quello dell’ingerenza che della lontananza e del distacco. A questo proposito occorre agire con astuzia in determinate situazioni, evitando che l’intromissione o la preoccupazione esagerata dei genitori di uno dei due partner, rovini il inutilmente il rapporto. Per esempio, non sempre è necessario e consigliabile raccontare tutto alla propria madre, soprattutto se lei è particolarmente apprensiva o scettica riguardo la relazione del figlio o della figlia con un partner straniero. Si può benissimo dire la verità a giochi fatti, o dopo un certo tempo, quando l’affiatamento della coppia sarà effettivamente consolidato. 

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