soldi e relazioni di coppia

I soldi nelle relazioni di coppia con donne dell’est

Lo psicologo risponde – Come affrontare nel modo giusto la gestione economica familiare

Questo è uno degli aspetti che interessano e preoccupano maggiormente le coppie appena formate. Nella mia esperienza di psicologa ne ho conosciute tante che sono esplose proprio a causa di disaccordi sulla questione denaro. Uomini insoddisfatti del fatto che la loro compagna non contribuiva finanziariamente alla vita familiare, cioè portava poco denaro; donne che invece accusavano il marito di guadagnare troppo poco o di tenere per sè i pochi risparmi accumulati. Ho assistito anche a casi nei quali il marito non voleva che la moglie lavorasse. E quando lei ha cominciato a lavorare e a guadagnare i soldi, la coppia si è separata….

Oggi vogliamo però focalizzare la nostra attenzione sul punto di vista delle donne slave, riguardo l’argomento “soldi e guadagni” partendo dalla situazione che si vive in Russia e in Ucraina e dalle aspettative specifiche delle donne dell’est.

L’uomo come capo famiglia

Occorre anzitutto considerare il fatto che in Russia e in Ucraina percepiamo ancora l’uomo come capo della famiglia, come la figura più forte e preponderante. E l’aspettativa delle nostre donne è che dovrebbe essere lui a doversi prendere cura e proteggere la propria famiglia. Ciò significa che le spese di base, come la casa e gli alimenti, dovrebbero essere coperte dal lavoro dell’uomo.

I movimenti femministi degli anni settanta e ottanta, fino ai giorni nostri non hanno influenzato molto questa nostra mentalità. L’idea di dividere equamente le spese famigliari tra uomo e donna, del tutto normale in alcuni paesi europei nordici, è ancora estranea alla nostra cultura.

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Succede così che all’inizio di una nuova relazione con un uomo occidentale (o italiano) l’esempio sopra citato della divisione delle spese in maniera equa, spaventa le ragazze dell’est anche più del lecito. Perchè inconsciamente, ogni ragazza che si trasferisce e desidera creare una famiglia, immagina il suo futuro con quell’uomo. E pensa soprattutto al fatto che se rimarrà incinta e dovrà provvedere alla crescita e all’educazione del figlio da sola, ciò costituirà un grosso problema, se non potrà contare sul mantenimento del marito o dello Stato (in Russia e in Ucraina non esistono asili nido e le mamme di solito stanno 3 anni a casa dal lavoro per dedicarsi ai figli piccoli).

Le preoccupazioni di una donna che si trasferisce

Il pensiero fisso di ogni donna che si sposa e desidera avere figli è: come vivrò se non potrò lavorare per un po’? E il secondo pensiero: Perché dovrei avere un uomo che non può prendersi cura di me, provvedere a me in un certo periodo della mia vita?

Parlando di relazioni di coppie internazionali, quando una donna deve lasciare il suo lavoro e trasferirsi in un altro paese, allora questa preoccupazione diventa ancora più forte. Come vivrò se non riuscirò a lavorare per un po’? Chi provvederà a me?

Donne sfruttatrici o lavoratrici?

Se ci basiamo su quello detto finora, qualcuno può avere la sensazione che le donne russe e ucraine non vogliono lavorare, ma vogliono vivere sulle spalle del marito, spendere i suoi soldi, e così via. Dunque vorrei chiarire un punto riguardante la realtà dei fatti. In primo luogo, le aspettative e la realtà spesso non coincidono.

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In Russia, in Ucraina, un numero enorme di donne cresce i propri figli dopo il divorzio, senza ricevere nulla dal marito e senza assistenza finanziaria. Non è come in Italia, dove l’uomo dopo il divorzio fornisce alla moglie e ai figli le risorse finanziarie, a volte rimanendo senza soldi. Cioè, in realtà, nei nostri paesi, spesso la donna mantiene se stessa e i bambini. A volte aiuta anche i propri genitori. A volte in una famiglia piena, dove c’è un bambino, c’è una situazione in cui solo la donna lavora o il reddito principale nella famiglia lo porta lei. E qui la realtà e le aspettative non coincidono.

Il lavoro come fonte di guadagno e realizzazione personale

Il secondo punto importante è che nella nostra mentalità, nella nostra cultura è consuetudine lavorare e apprezzare il lavoro. Cioè, la maggior parte delle nostre donne non è pronta ad essere solo mogli. Hanno molte ambizioni, vogliono lavorare, vogliono realizzarsi e fare soldi. Ma non per dimostrare qualcosa agli uomini, come accade per le femministe. Vogliono realizzarsi e ricevere una ricompensa decente per questo.

Come gestire il ménage familiare?

Tornando allo specifico, nella realtà dei fatti, come viene gestito il budget familiare nelle coppie miste internazionali? Esistono situazioni molto diverse, legate soprattutto alle condizioni iniziali economiche dei singoli componenti della coppia. Diciamo che solitamente è l’uomo che provvede alle spese principali di mantenimento della famiglia, almeno finchè la sua compagna non si integra e trova un lavoro. Ma esistono tanti altri casi nei quali le donne possono continuare la propria precedente attività, magari online, oppure come estetiste, baby sitter, insegnanti di lingue, contribuendo fin da subito subito alla gestione familiare delle spese comuni.

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Diciamo che sulla base dell’esperienza di Roksolana e delle tante coppie da lei formate in questi anni, il 90% delle donne che si sono sposate con un italiano, si sono date da fare molto presto a trovare un nuovo lavoro, o a proseguire quello precedente. Chiaramente dipendendo in buona parte dalle entrate del proprio uomo, ma non sempre.

Come affrontare il problema nel modo giusto?

Quale suggerimento possiamo dare agli uomini che desiderano iniziare una nuova relazione con una donna dell’est, preoccupata del proprio futuro e di quello di eventuali figli che nasceranno dalla loro relazione? E’ fuori di dubbio che le piccole spese iniziali (viaggio, ristoranti, teatri, cinema, escursioni ecc.) durante i primi giorni di conoscenza, devono essere obbligatoriamente pagate dall’uomo. Potrebbe succedere che la donna insista per pagare qualcosa, o fare a metà. Il motivo per cui lo fa è per non sentirsi in debito di riconoscenza fin da subito, prima ancora di legarsi sentimentalmente al nuovo corteggiatore. In questo caso, se l’insistenza è forte, meglio cedere, ma rimanendo coscienti del fatto che in futuro sarà comunque l’uomo a sostenere le maggiori spese famigliari.

In conclusione, il suggerimento più importante che possiamo dare alle nuove coppie è quello di chiarire fin da subito le intenzioni e i desideri della propria compagna, discutendone in maniera schietta e sincera, per capire se lei vorrà assolutamente lavorare, oppure dedicarsi alla casa e ai figli. Proprio come dice il proverbio: patti chiari e amicizia lunga !

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