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Relazione con una donna: dominante o sottomesso?

Lo psicologo risponde – L’uomo deve essere Re o Schiavo nella vita di coppia?

In questo nuovo incontro con la nostra psicologa Anna Khatskevich, parliamo di modelli di ruolo nelle relazioni uomo-donna. L’uomo dev’essere Re o Servo nella coppia moderna? Ci sono molte teorie sui ruoli. Uno delle più famose è stata scritta dallo psicologo Eric Berne.

L’analisi transazionale di Berne e i ruoli definiti da Jung

è una teoria psicologica ideata da Eric Berne negli anni Cinquanta. Berne ha parlato di tre ruoli: adulto, genitore e figlio. Possiamo già essere adulti ma giocare tutti e tre i ruoli, in situazioni diverse. Ci sono altri modelli di archetipi elaborati da Jung, che ha parlato di 12 archetipi e ruoli maschili nella società: Innocente, Orfano, Guerriero, Angelo custode, Amante, Cercatore, Distruttore, Creatore, Sovrano, Mago, Saggio, Folle. Ma questo è una teoria più complessa

Re o Servo, il ruolo maschile

Ma iniziamo oggi con la metafora che abbiamo proposto: il Re o il Servo. Anche se è molto semplice. In effetti, spesso accade che un uomo si trovi in questi ruoli estremi. Ci sono uomini che si sentono Re in una relazione e non sono pronti per la parità di posizione con una donna. Cioè non sono pronti a mostrare il lato positivo di Re: un principe, che possiede il potere, crea uno stato in cui ogni protetto ha il suo posto, in cui le persone possono vivere in modo produttivo e relativamente felice. Più spesso si manifesta il lato oscuro del Re: tiranno, dominante, duro, concentrato su sé stesso. Dunque il Re che persona vuole accanto a sè? Una serva, una concubina, una schiava. Cioè, una donna che obbedisce senza parole alla Sua volontà, fa tutto solo per lui, dimenticando sé stessa. La donna deve adorarlo, letteralmente, pendere dalle sue labbra, prendere ogni sua parola, esaudirlo e non aspettare nulla in risposta. Cioè, si ottiene uno scambio così disuguale. Come appare nella vita reale? Quando un uomo, spesso inconsciamente, tratta una donna come un oggetto e non come una persona, si convince che le opinioni, gli interessi e i desideri della sua compagna non sono importanti. Vuole assolutamente decidere tutto da solo, senza la necessità di consultarla. Ha bisogno di lei solo per vedere sè stesso come in uno specchio e ricevere un sostegno costante. Questa è una condizione di assoluto dominio. Non c’è spazio per discussioni e compromessi. A proposito, questa posizione ovviamente non sarà solo in una relazione con una donna, può manifestarsi anche in una relazione al lavoro, con gli amici.

Domanda. È bello essere in una posizione dall’alto, in una posizione dominante? Va bene per una relazione? Assolutamente no, in nessuna contesto. Né nelle relazioni personali, né nelle trattative commerciali. E un uomo, di regola, con una donna del genere dopo un po ‘ si annoia. Lei non ha nulla di suo: le sue opinioni, né i suoi interessi. Ma so che ci sono donne che sono così abituate a questa posizione succube che per loro è come una norma di vita.

L’uomo Servo o sottomesso

Un uomo è un servo in una relazione con una donna. Possiamo anche valutare la la posizione opposta, quando è l’uomo che obbedisce a una donna, e la considera dominante nei rapporti. È pronto a servire, eseguire tutti i suoi capricci, soccombere alla sua manipolazione. Non è determinante la sua opinione. Spesso risponde “non lo so. Secondo te?” Questa è l’opzione estrema. Quando non c’è spazio per la sua volontà, e le sue opinioni, i suoi desideri. Da dove nasce questa forma di comportamento? Dalla sua infanzia. Di solito una tale persona proviene da una famiglia in cui c’erano figure genitoriali prepotenti, che hanno inibito il bambino nelle sue qualità personali e naturali, insegnandogli solo ad obbedire e servire. E questo ruolo lo conduce fino all’età adulta e alle relazioni che intraprenderà nella società. E ‘ una brutta cosa? Ancora una volta, dipende dalla situazione. Ci sono donne potenti che hanno bisogno di un uomo che faccia sempre quello che dice. E forse ad uomini così, ciò sta bene. Gli piace avere una figura di neo “madre” prepotente accanto a lui e stare vicino a lei come un bambino che merita amore. Questa è l’estrema manifestazione del ruolo di servo.

Il sottomesso come scelta di piacere

Ma c’è ancora una posizione centrale o un lato positivo del servo, che spesso si manifesta. E’ quella dell’uomo galante che a volte gioca a fare lo schiavo. Fa cose piacevoli per una donna, è pronto ad aiutarla in situazioni diverse, è fedele e servizievole. Ma senza perdere le sue opinioni, le sue volontà, e la propria identità. E’ l’archetipo del Cavaliere. Anche in questo caso, le motivazioni nascono dall’infanzia, nel senso che spesso questo ruolo è ereditato dal comportamento dei genitori: se la madre era dominante, e il padre servizievole, il figlio molto probabilmente sarà lo stesso in una relazione con la sua futura moglie

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Quale opzione è la più sana? A cosa possiamo aspirare?

La posizione più sana in un rapporto di coppia, a mio avviso, è sicuramente quella del Re e della Regina. Questa è una posizione su un piano di parità. Il Re governa, ha già un po’ più di potere, può prendere alcune decisioni da solo, ma la Regina è sempre lì, e anche lei è dotata di potere, ed ha un suo status. È quasi alla pari con il Re. E il Re può ‘ consultarla. Questa è già una posizione su un piano di parità e si definisce Posizione di affiliazione.

In conclusione, dal mio punto di vista, soprattutto nei rapporti con le donne dell’est ma non solo, i ruoli che donano equilibrio e stabilità ad una coppia sono quelli del Re e della Regina. Questo perchè indiscutibilmente siamo tutti cresciuti in un ambito culturale nel quale l’uomo è un pilastro, un protettore, un capo di famiglia, e quindi c’è ancora l’aspettativa che un uomo sia un sovrano forte e determinato. Ma allo stesso tempo, moltissime donne non sono disposte a ricoprire il ruolo di serva. Perché sanno quello che vogliono, apprezzano la libertà, e la propria realizzazione professionale. Pertanto, non obbediranno né serviranno ciecamente il proprio marito. Ma sono pronte e felici di rappresentare la condizione di Regina al fianco del proprio Re

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