
Quali sono gli stipendi medi in Russia e Ucraina?
In Italia siamo tradizionalmente portati a pensare al posto fisso e ad uno stipendio cosiddetto “sindacale”, potendo così valutare il salario medio che spetta ad un operaio o impiegato sia nel settore privato che statale. Diciamo invece che nei paesi dell’ex Unione Sovietica, dove prima era tutto statalizzato, oggigiorno le categorie maggiormente diffuse sono i lavoratori autonomi.
Pertanto non è semplice stabilire un livello medio delle remunerazioni dei lavoratori in Russia e Ucraina, dal momento che non esistono categorie altamente protette come avviene in Italia. Di conseguenza, i guadagni nei paesi dell’est Europa sono molto variabili anche all’interno di una stessa specializzazione.
Lavoro dipendente
In generale però si può stimare che un lavoratore dipendente, con contratto di lavoro sia in ambito privato che statale (medici, infermieri, bancari, macchinisti, insegnanti, impiegati statali) guadagni circa un quarto di quanto percepisce mediamente un collega italiano. Ci sono medici ospedalieri, per esempio, che guadagnano meno di 500 euro al mese, mentre un conducente di tram (spesso di sesso femminile) percepisce circa 250-280 euro al mese.
Lavoro autonomo
Diverso il discorso per i lavoratori autonomi, imprenditori o anche semplici tassisti. Per queste mansioni, le differenze salariali e di incassi sono molto variabili, in funzione soprattutto dell’aggressività che questi lavoratori impongono in un mercato quasi anarchico (basti vedere come lavorano i padroncini dei mini autobus che riempiono le strade sia urbane che extra urbane di Russia e Ucraina, capaci di modificare tragitti e orari in base alla mancia che i passeggeri offrono).

C’è da dire inoltre che nei paesi dell’ex Unione Sovietica, il lavoro autonomo non è fiscalmente regolamentato come per esempio in Italia. I costi per aprire legalmente un’attività privata, in Russia e Ucraina, sono nettamente inferiori, per esempio, a quelli necessari per aprire una partita IVA e pagare i contributi fissi previdenziali qui da noi. Il rovescio della medaglia però riguarda la quasi totale assenza di protezioni sociali e sanitarie dei lavoratori, che devono così affrontare a proprio rischio e pericolo ogni tipo di avversità, controversia, infortunio o litigio con concorrenti.