About Ukraine – Informazioni storiche di una grande nazione

Cultura ucraina

L’Ucraina , zona di confine tra Europa e Asia, è stata influenzata, nei secoli, sia dalla cultura occidentale sia da quella orientale. Proprio qui movimenti come il Rinascimento e ideali come quelli portati avanti dall’Impero Bizantino, hanno trovato terreno fertile per poter svilupparsi e allo stesso tempo convivere in un’unica società. Oggi l’Ucraina risulta culturalmente spaccata in due: le regioni dell’ovest risentono di una forte influenza europea, mentre le regioni dell’est mostrano una spiccata propensione verso l’influenza russa. E’ interessante osservare come il regime comunista abbia lasciato un’impronta piuttosto visibile per quanto riguarda la cultura e la letteratura ucraina. Nel periodo di transizione tra gli anni ’20 e gli anni ’30, il regime sovietico in Ucraina cominciò a rinforzare l’arte del realismo socialista. Questo stile fece sì che tutti gli artisti e gli scrittori potessero esaltare il regime sovietico, mettendo in luce i suoi pregi. Nel giro di poco tempo l’unione sovietica si frantumò e gli scrittori e gli artisti ricominciarono ad esprimersi liberamente. La decadenza sovietica portò contemporaneamente alla diminuzione delle sovvenzioni da parte del governo. La cultura ucraina è profondamente ancorata alle tradizioni del passato. Ancora oggi non è raro sentire cantare il dumy, una canzone storica popolare o sentire suonare il kobza, uno strumento molto popolare durante il XVI secolo. Il panorama culturale ucraino ha assistito anche ad una ripresa della poesia e delle canzoni dei cosacchi. Numerosi sono i giochi e le danze che intrattengono il popolo ucraino durante i giorni di festa. Le danze, in modo particolare, sono parte di tradizioni cosacche e si rifanno ad antichi culti ucraini. La maggior parte dei nostri lettori forse non sa che l’uovo di Pasqua, pysanky, è una tradizione nata proprio in Ucraina. Inizialmente, e in alcuni casi ancora oggi, le uova venivano decorate con la cera al fine di creare dei motivi particolari. In seguito veniva aggiunta la tintura per dar loro più colore, facendo attenzione che la tintura non rovinasse la decorazione in cera. Una volta che la tintura era asciugata , la cera veniva rimossa, dando modo al colore di risaltare sul disegno, precedentemente tracciato. Questa tradizione ha più di 2000 anni e precede la nascita di Cristo. Mentre in occidente la tradizione dell’uovo è legata alla nascita di Cristo, molti ucraini ancora credono che l’uovo ha un grande potere, in quanto preserva la terra dalla rigidità dell’inverno. I disegni delle uova hanno spesso un significato importante e di solito vengono date in regalo oppure utilizzate come decorazioni. Gli ucraini celebrano diverse festività, come il Natale, la Pasqua, il Nuovo Anno, Pentecoste e la vigilia di Ivana Kupala, che festeggia il solstizio d’estate, cioè la notte più breve di tutto l’anno (notte di san Giovanni). Questa festività di origine russa celebra la fertilità e l’auto purificazione, ed esalta l’idea di un corpo sano e di uno spirito capace di perseguire una giusta consapevolezza.

Cucina Ucraina

La cucina ucraina è parte integrante della cultura ucraina e si riflette nello stile di vita e negli usi e costumi di tutti gli ucraini. Si riconosce in modo particolare per la grande varietà di sapori e la diversità di ingredienti utilizzati. La cucina ucraina ha subito influenze in particolar modo dalla cucina russa e polacca. Gli ingredienti della cucina popolare sono per lo più funghi, verdure, barbabietole, frutta e vari tipi di erbe. Alcuni piatti tipici della cucina ucraina sono tra i più semplici da preparare. Vengono utilizzati numerosi ingredienti, che il più delle volte hanno sapori molto contrastanti tra loro e che nella preparazione di un piatto italiano non ci sogneremmo mai di accostare. Nonostante la diversità di sapori, la riuscita è ottima. Considerata il paniere di Europa, per la sua grande produzione di frumento, in Ucraina il pane viene prodotto in milioni di modi e utilizzato anche durante i rituali religiosi. Sono molto diffuse anche le torte e i dolci ricoperti di miele. Data la grande ospitalità degli ucraini, i piatti si servono generalmente in quantità abbondanti. Riportiamo qui sotto i piatti più conosciuti dell’Ucraina e ne diamo una breve spiegazione.

BORTSH : zuppa di barbabietole spesso accompagnata con la carne

HYBIVKA: zuppa di funghi

VINIGRET: zuppa di barbabietole con fagioli, piselli e cipolle

PASKA: pane di Pasqua

KOROVAI: pane intrecciato utilizzato durante le celebrazioni nuziali

BABKA: pane di Pasqua con frutta secca

Korovai

Musica Ucraina

La musica ucraina trae ispirazione dalle antiche tradizioni orali dei bylyny (poemi narrativi epici) e delle dumas, lunghe ballate liriche che celebravano la gloria dei cosacchi. La musica popolare ucraina affonda le sue radici nei leggendari kozbar, i menestrelli erranti, le cui canzoni, che narravano episodi eroici, erano accompagnate dal kozba, uno strumento simile al liuto. La bandura, uno strumento più grande che poteva avere fino a 45 corde, sostituì il kozba nel XVIII secolo. I cori di bandura si diffusero nell’arco di poco tempo e la bandura divenne il simbolo della musica ucraina. La tradizionale musica ucraina,che affonda le sue radici molti secoli fa, è facilmente riconoscibile per il suo tono melanconico. Prima di diventare famosa in Ucraina, era già molto popolare presso le corti di Russia e Polonia. Alcuni villaggi dell’Ucraina sono conosciuti per la loro particolare musica. Gli Hutsuls dei Carpazi fanno uso del corno (trembita) e di differenti flauti. Kobzar Il ritorno dei cosacchi Le origini dei cosacchi risalgono almeno al ‘400. I cosacchi non erano un’etnia, ma un gruppo composto da bande di mercenari stanziatisi lungo il fiume Don. Da secoli la parola cosacco significa “guerriero libero”. Molti di loro fecero parte delle avanguardie delle legioni russe che colonizzarono la Siberia e che respinsero gli invasori turchi conquistando il Caucaso e l’Asia centrale. Come sostengono la maggior parte di loro, “i cosacchi hanno fatto la Russia”; e ora molti di essi desiderano farne un’altra, forte e giusta, in cui la legge prevalga sulla quasi anarchia che oggi affligge tutti i paesi della comunità di stati indipendenti. Perseguitati durante l’era sovietica, oggi si battono per tornare arbitri del proprio destino. Decine di migliaia dei discendenti cosacchi (solo di rado organizzati in comunità) vivono in Ucraina e nell’Asia centrale ex-sovietica. Nelle steppe russe ancora si discute su chi fossero davvero i primi cosacchi: sembra che non fossero nemmeno russi. Forse erano Sciti o altri nomadi guerrieri. Gli Sciti, popolo bellicoso, emigrarono dall’Asia centrale nel VII secolo a.C. Gli storici ritengono invece che i Cosacchi abbiano fatto la loro comparsa nel XV secolo. Con ogni probabilità erano Tartari: con questo nome i russi chiamavano i Mongoli e le altre tribù che abitavano la steppa. La stessa parola kazaco (cosacco) è di origine tartara. Nei secoli passati i cosacchi possedevano loro territori e potevano amministrare i loro affari con una certa libertà. Una casa cosacca era sempre pulita: magari aveva il pavimento di argilla, ma era sempre cosparsa di erbe profumate. I cosacchi di oggi desiderano far rivivere il loro spirito e tornare alle loro comunità governate dagli anziani, con i ragazzi che stanno a casa e imparano a coltivare la terra. “Dai figli ci si aspetta che si arruolino nella Forze Armate come facevano una volta tutti i giovani Cosacchi”. Essere sempre pronti al combattimento: questa è ed è sempre stata l’essenza della loro dignità.

Kiev

Kiev, madre di tutti i popoli di origine slava, è la capitale e la città più grande dell’Ucraina. Caratterizzata da un’atmosfera particolarmente cosmopolita, conta 2.6 milioni di abitanti, anche se il numero di questi sale fino a 4 milioni se si considerano tutti gli immigrati interni non registrati. Fondata nel V secolo, da allora la capitale è sopravvissuta alle invasioni mongole, a incendi devastanti e alla pianificazione urbana comunista. La maggior parte delle opere artistiche e architettoniche di Kiev furono distrutte durante la seconda guerra mondiale, quando la città venne bombardata massicciamente; quello che rimase fu restaurato e riportato alla luce con orgoglio e fierezza dai cittadini della capitale. Kiev si sviluppa su due livelli: la città nuova mostra ampi viali e immense piazze, mentre la città vecchia è costruita sulle colline che sovrastano il fiume Dnepr. Numerosi e imponenti sono gli edifici che rendono la capitale dell’Europa orientale una meta turistica di elevato richiamo culturale. In questo modo è possibile spiegare perché Kiev oltre ad essere la culla della civiltà russa è anche uno dei centri spirituali più importanti della chiesa ortodossa. Percorrendo il Boulevard Kreshchatik, viale principale della città si giunge alla Cattedrale di S. Sofia, dell’XI secolo, che ospita alcuni dei mosaici e affreschi più conosciuti del paese e che venne disegnata per emulare lo splendore delle Chiese bizantine. Nel quartiere di Pechersk ha sede lo storico centro ecclesiastico, dove è possibile ammirare il Monastero delle Grotte fondato nel 1051. Questo monumento divenuto per certi versi il simbolo della capitale, si trova a pochi km dal centro ed è costituito da numerose chiese che richiamano in modo palese lo stile bizantino e da cunicoli sotterranei che custodiscono le spoglie mummificate dei monaci. La Chiesa di Mykola Prytysko, che risale al 1631, costituisce un ottimo esempio di architettura del primo barocco ucraino congiuntamente alla Cattedrale della Dormizione, che risale all’XI secolo ed è inserita nel complesso del Monastero. La zona più folcloristica della città si racchiude tra gli edifici e le piazze dello storico quartiere dei mercanti e sede del porto fluviale, il vecchio quartiere Podol dove è possibile ammirare la chiesa di St. Andrea, disegnata dal famoso architetto Rastrelli, la cattedrale di St. Michele, il Golden Gate, l’Università e il palazzo dell’Opera. Immerso tra le colline panoramiche di Kiev a soli 12 km dal centro, si trova il Museo di Architettura Popolare, un’occasione unica per rivivere il passato tra cottage, chiese, fattorie e mulini a vento di legno dei secoli compresi tra il XVII e il XX secolo. Infine è doveroso segnalare il Museo di Chernobyl, che testimonia la gravità dell’incidente nucleare avvenuto a pochi km di distanza d a Kiev, sul confine con la Bielorussia.

Religione in Ucraina

Come la maggior parte dei paesi europei, l’Ucraina inizialmente era una nazione pagana. Nel 988 a.C. il principe Vladimir il Grande inizialmente di Kiev si convertì alla religione cristiana ortodossa e trascinò il paese sotto l’influenza dell’Impero Bizantino. Il periodo fu caratterizzato da una conversione di massa. Nonostante i numerosi e travagliati cambiamenti, la religione ortodossa è tutt’ora la religione più diffusa, con il 70% degli ucraini battezzati mediante il rito della Chiesa ortodossa. La religione ortodossa fu introdotta in un tempo in cui le scritture non erano ancora state tradotte e la comprensione dei testi era quindi riservata a pochi. Gli uomini di quel tempo accettarono il Dio della cristianità, ma tutt’ora hanno mantenuto alcune tradizioni pagane. Il risultato fu una sorte di coesistenza delle due tradizioni e dei rispettivi rituali, come è possibile osservare ancora oggi durante la festività pasquale. La traduzione delle scritture e della liturgia in lingua slava significò un grande passo avanti per tutti quei cristiani ortodossi ucraini che fino ad allora non avevano potuto accedere alle scritture. Oggi molti ucraini posseggono una loro Bibbia personale che hanno letto passo dopo passo, ma la maggior parte di loro faticano ancora molto a comprendere le scritture senza l’aiuto di qualcuno che illustra loro i passaggi più importanti. A questa grave mancanza, si aggiunge l’ateismo comunista, che ha contribuito a lasciare un forte vuoto nello spirito religioso ucraino. Oltre ai cristiani ortodossi, ci sono una minoranza di cristiani cattolici, protestanti, ebrei e un numero di altre religioni minoritarie. Il matrimonio ucraino Le tradizionali cerimonie di un matrimonio ucraino seguono diversi rituali, che si concludono con l’unione della sposa e dello sposo. Le generazioni più giovani seguono, in alcuni casi, le tradizioni dei matrimoni occidentali, ma si trovano, soprattutto nei villaggi, ancora coppie che si sposano secondo i rituali delle tradizioni ucraine. Un matrimonio in Ucraina è un’occasione solenne, che segue rituali religiosi importanti, ma è anche un momento di grande gioia e festeggiamenti. I rituali del matrimonio hanno inizio con il fidanzamento ufficiale, in tale occasione lo sposo si presenta ai genitori della sposa accompagnato da altri uomini sposati e chiede di poter unirsi in matrimonio con loro figlia. Il periodo di fidanzamento può avere tempi differenti, ma non può essere inferiore ad una settimana. Il giovedì o venerdì prima della celebrazione del matrimonio viene cotto un pane chiamato korovai. Il giorno successivo, lo sposo e la sposa girano per il villaggio per annunciare il loro matrimonio e invitare gli ospiti. Il venerdì sera per lo sposo si celebra l’addio al nubilato. Il matrimonio civile ha luogo il sabato; gli sposi che desiderano un matrimonio religioso, devono aspettare la domenica. Dopo il rito del matrimonio la coppia viene separata e un banchetto del ricevimento nuziale viene allestito nella casa di ognuno. La mamma dello sposo, in seguito, manderà il figlio a casa della sposa, con il tradizionale trenino degli sposi. Perché lo sposo possa entrare a casa della sposa, deve prima superare una prova. Dopo aver pagato un piccolo “dazio”, lo sposo è invitato a sedersi al tavolo con la sposa. A questo punto la sposa viene invitata a casa dello sposo e sempre a lei viene data una cesta. E così riprendono e continuano i festeggiamenti, segue il taglio della torna e la consegna dei regali. La mattina dopo, la prima notte di nozze, la coppia festeggia nuovamente con tutti gli invitati, a colazione. Il matrimonio diventa così un’occasione di grandi festeggiamenti per tutti gli abitanti del villaggio.

 Statua della Madre Patria

La statua della Madre Patria (in ucraino: Батьківщина-Мати)

è un colossale monumento situato a Kiev, che simboleggia lamadre patria. Fu inaugurata il 9 maggio 1981 da Leonid Il’ič Brežnev. Il monumento, progettato dallo scultore Yevgeny Vuchetich, è alto 102 metri, e la sola statua della Madre Patria 62 metri. La statua fu costruita come parte del Museo della Grande Guerra patriottica, dedicato alla guerra dell’Unione Sovietica contro la Germania nazista durante il secondo conflitto mondiale. La statua è costruita in titanio l’intero monumento, compreso il basamento in calcestruzzo armato, pesa 560 tonnellate. La “Madre Patria” tiene al braccio destro una spada lunga 16 metri e pesante 9 tonnellate, e al braccio sinistro uno scudo che misura 13 per 8 metri, con lo stemma dell’Unione Sovietica. La punta della spada fu in seguito tagliata per evitare che il monumento superasse in altezza il monastero ortodosso di Pečerska Lavra. In una grande sala del Memoriale vi sono delle placche marmoree con incisi i nomi di oltre 11.600 soldati e oltre 200 operai del fronte sovietico, onorati col titolo di eroe dell’Unione Sovietica. Il monumento è posto su una collina artificiale a gradoni di forma circolare, sulla quale vengono spesso organizzate esposizioni floreali. Un’altra statua colossale rappresentante la patria è la statua della Madre Russia, a Volgograd.

Kyevo Pečers’ka Lavra /Киево-Печерская Лавра/

Il Pečerska Lavra anche conosciuto come monastero delle grotte di Kiev, è un antico monastero, fondato nel 1051 dai monaci Antonio e Teodosio, sito sul monte Berestovnon lontano dalla capitale ucraina. Diventato un luogo di culto sempre più importante nel medioevo, ospita la residenza del Metropolita di Kiev, la guida spirituale della Chiesa ortodossa ucraina, sotto la giurisdizione ecclesiastica del Patriarcato di Mosca.

Il nome

Il monastero è stato così chiamato avendo riguardo delle condizioni fisiche e morfologiche del luogo in cui era sorto: la parola pečera indica in lingua antico slava il termine “grotta” mentre lavra è usata per indicare i monasteri ortodossi che ricoprono un particolare ruolo nella chiesa ortodossa.

Fondazione del monastero

Solo 33 anni dopo ebbe inizio la formazione del monastero di Pečerska Lavra, che gia alla fine del 1200 diverrà un luogo di culto di primaria importanza in tutta la Russia. Fondato fuori dalle mura di Kiev, nel corso dei secoli il monastero sarebbe stato inglobato nella città vera e propria. La storia della fondazione del monastero ci è fornita dalla Vita di San Teodosio, scritta da San Nestor, che nel descrivere la vita del santo e delle sue opere ci dà un quadro ricco di dettagli sulla fondazione e sulla conformazione del monastero, di cui egli stesso era diacono. Dalle sue opere apprendiamo che colui che per primo usufruì delle grotte sul Berestov fu Sant’Ilarione, all’epoca prete, il quale, prima di essere nominato metropolita, cercando un posto dove praticare ascesi nei pressi di Kiev, trovò una piccola grotta, la allargò un poco e vi rimase per lungo tempo, recitando salmi e pregando. Alcuni anni dopo un monaco eremita nato nei pressi di Černihiv si stabilì nella stessa caverna e fondò con i primi suoi adepti, tra i quali ricordiamo Barlaam e Nikon, il primo nucleo del monastero. Con la rapida crescita del numero dei monaci, si manifestò l’urgenza di nominare un Padre Superiore che potesse reggerlo: Antonio, cosciente di questa necessità ma non volendo assurgere a questo ruolo, nominò Barlaam a tale carica e successivamente, quando quest’ultimo fu nominato vescovo, l’incarico di dirigere e rappresentare il Lavra passò a Teodosio. Sotto la direzione di quest’ultimo il monastero, fino ad allora costituito da una serie di grotte unite fra di loro, venne significativamente ampliato strutturalmente. Per tale ragione e unite Teodosio io viene comunemente ritenuto cofondatore del monastero. Costruì infatti nuove celle, una cattedrale e altri edifici destinati ai lavori dei monaci, quali, ad esempio, la pittura delle icone sacre. Teodosio creò nuove regole monastiche e nuovi cori religiosi. Nell’ultima decade dell’XI secolo il numero dei monaci superò il centinaio.

La cattedrale

Nei primi anni della sua esistenza il monastero era formato da chiese, cappelle e celle costruite in legno, ma già nel 1073 si iniziarono i lavori per la costruzione di una cattedrale in pietra, che terminarono nel 1089. Il Patericorn delle grotte di Kiev, raccolta di avvenimenti leggendari compilata nei primi anni del XIII secolo dal Vescovo Simone, narra che il sito dove sarebbe dovuta sorgere la cattedrale sarebbe stato indicato dallo stesso Dio ai monaci, che in seguito avrebbero dedicato la Chiesa all’Assunzione della Vergine. Oltre a questo evento il Patericorn, fornendoci racconti di numerosi miracoli, ci offre un prezioso resoconto della storia di Pečerska Lavra, reso da un uomo di chiesa che, prima di diventare vescovo a Kiev, era stato monaco del monastero. Dall’opera veniamo infatti a conoscenza che numerosi greci erano stati ingaggiati per costruire la cattedrale, che dalla stessa Grecia era stata portata un’icona della Vergine ritenuta miracolosa, che la cattedrale era originariamente decorata con affreschi e mosaici e che sovrastava il paesaggio circostante come un blocco monolitico sorto dalla natura stessa. Il sito dove la cattedrale è posizionata sembra infatti essere stato scelto attentamente per ingenerare nello spettatore una sensazione di maestosità. Sfortunatamente questo luogo è stato distrutto nel 1941 poco dopo l’occupazione di Kiev da parte delle truppe naziste ed è ora in atto un progetto finanziato dallo stato ucraino per far tornare la Cattedrale dell’Assunzione al suo antico splendore.

La crescita del monastero

Dalle sue umili origini il Pečerska Lavra crebbe presto fino ad occupare una vasta area collinare. Circondato originariamente solo da uno steccato in legno, nel medioevo svolse più volte, per la sua posizione sopraelevata e per la morfologia del territorio che lo vedeva protetto sul lato che dava sul Dniepr, il ruolo di fortezza e per questa sua funzione fu circondato da mura di pietra e da torri d’osservazione. Oltre a questo ruolo il monastero fu utilizzato anche come deposito per oggetti di grande valore e, nel corso degli anni, acquisì nuove funzioni quali quelle di scuola, ospedale e centro di carità che offriva rifugio alle persone che fuggivano da nemici e carestie. Inoltre formò al proprio interno storici, cronisti e pittori di icone, alcuni dei quali raggiunsero una fama che oltrepassò le terre abitate dai popoli slavi. Dentro le loro mura fortificate, al riparo dei pericoli del mondo esterno, i monaci costruirono chiese di grande bellezza ed eleganza che, con le loro cupole dorate, hanno, fin dal medioevo, attirato pellegrini da tutta la Russia. Anche le invasioni mongoliche, che secondo i cronisti dell’epoca avrebbero ridotto l’intera Ucraina a cumuli di macerie, pur danneggiando la Lavra non riuscirono a distruggerlo completamente. Anche se non ci sono cronache che ci raccontano dettagliatamente l’assedio delle truppe tartare al monastero, sappiamo da alcune fonti che questo fu lungo e che i mongoli riuscirono con non poche fatiche a sopraffare le difese del luogo sacro.

Apogeo e declino

La collina del monastero e il Dniepr

Il XVII e il XVIII secolo furono periodi di grande rinnovamento per il monastero, che si espanse fino a raggiungere le dimensioni odierne, includendo in sé stesso le più significative rappresentazioni della pittura e dell’architettura barocca e rococò. Il Lavra in questi secoli fu dotato della prima pressa da stampa dell’Ucraina centro-orientale, che consentì ai monaci di produrre libri in grande quantità e di grande pregio che, con la loro diffusione, contribuirono alla creazione della prima università est europea, quella di Kiev. Oggi, dopo aver perso la sua cattedrale e dopo aver vissuto un periodo di crisi durante il periodo sovietico, nel quale molte delle sue attività furono chiuse, il Pečerska Lavra ospita una serie di importanti musei, tra i quali il Museo dei tesori storici, quello del libro e quello delle arti decorative ucraine. Nel 1990 è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

Monastero dalle cupole dorate di San Michele

Златоверхий Михайловский монастырь

Monastero di Arcangelo Michele e uno dei piu antichi monasteri di Kiev . E ‘stato costruito su un dirupo del paese alto di Kiev. Si presume che la cattedrale di San Michele e stata il primo tempio con cupole dorate, da quali la Russia e prese questa caratteristica tradizione di ricoprire le cupole d’oro. Inoltre, la Cattedrale di Arcangelo Michele era l’ultima chiesa nella Rus ‘di Kiev, all’interno della quale sono stati usati mosaici. La tradizione attribuisce la prima fondazione del monastero di Kiev a Metropolita di Kiev – Michele. Questo fu commissionato nel 1108 dal Principe Svjatopolk II di Kiev. Costruita negli anni 1108-1113, la cattedrale di San Michele e stata di particolare importanza per gli abitanti di Kiev, in quanto è stata dedicata a San Michele Arcangelo – il celeste patrono di Kiev. Ai tempi di Svyatopolk leggenda riferisce e il trasferimento a Kiev da Costantinopoli nel 1108 il santuario principale del monastero di Arcangelo Michele – le reliquie di Santa Barbara (in seguito sono stati trasferiti alla Cattedrale di San Vladimir). Durante la storia dell’esistenza della Cattedrale di S. Michele a Kiev, questa piu volte veniva fallita ed era parzialmente distrutta, ma e riuscita a resistere fino agli anni ’30 del XX secolo, quando nella lotta contro le “sopravvivenze religiose” la cattedrale e stata fatta saltare in aria. Fortunatamente, una parte degli affreschi e mosaici che ornavano l’interno della cattedrale di San Michele, e stata spostata prima della distruzione del tempio ed e stata conservata nei musei dell’URSS. Ricostruita nel 1997-1998, Cattedrale di S. Michele ( inaugurata ufficialmente il 30 maggio 1999) – uno dei templi principali della non canonica Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Kiev. Dal 2001, il Ministero della Cultura della Federazione Russa ha effettuato un trasferimento dei frammenti originali di affreschi della cattedrale di San Michael e altri articoli per il Ministero della Cultura di Ucraina conservati nell’Ermitage.

Majdan Nezaležnosti

Majdan Nezaležnosti (Майдан Незалежності), letteralmente Campo dell’Indipendenza, è la piazza centrale di Kiev, capitale dell’Ucraina. Attraversata dalla Chreščatyk è una delle principali piazze della città che ha conosciuto m olte denominazioni, ma è spesso chiamata semplicemente Majdan.[1] Durante larivoluzione arancione nel 2004 è stata il luogo di ritrovo per i manifestanti. Fra novembre 2013 e febbraio 2014 è stata teatro di sanguinosi scontri che hanno portato alla caduta del regime presidenziale di Viktor Janukovyč. Il movimento antigovernativo è stato rinominato Euromajdán per la sua propensione, almeno iniziale, pro-europeista e in virtù del fatto che tale movimento ebbe il suo quartier generale nella piazza principale di Kiev.

Chiesa di Sant’Andrea /Андреевский собор/

Discesa di Sant’Andrea – la seconda via piu famosa di Kiev dopo la via Khreshchatyk. La discesa di Sant’Andrea prende l’inizio dalla via Vladimirskaya e arriva alla via Desyatinnaya e la piazza Kontraktovaya situata sul Podol. Il tratto superiore della via esisteva gia ai tempi della Rus’ di Kiev il quale collegava antica Kiev e Podol passando tra Andreevskiy e Zamkovy colline, ma permettedno il passaggio solo ai pedoni e cavaglieri. Il proprio nome la via ottenuto in onore di Andrea apostolo. Nelle cronache si dice che dopo la lunga tentazione di diffondere la religione cristiana nelle terre di sciti, circa 2 mila anni fa, Sant’Andrea ha benedetto le pendici del Dnieper e ha previsto la comparsa di una grande citta cristiana. Nel punto in cui si trovava Andrea, poi fu costruita la chiesa chiamata con il suo nome. Discesa di Sant’Andrea e una via-museo. Ad ogni passo si puo incontrare qualcosa di interessante, sulla via prevale l’atmosfera della fine del XIX – inizio XX secolo. Tra le bellezze piu famose di Kiev situate sulla discesa di Sant’Andrea e la chiesa di Sant’Andrea, costruita sul ordine di Caterina II e l’autore del progetto della quale era Rastrelli. Nelle vicinanze di chiesa Sant’Andrea vi sono le rovine della prima chiesa della Rus’ di Kiev – Desyatinnaya. E’stata costruita dagli antichi maestri russi e bizantini negli anni 979-996, nei tempi di Vladimir I, che ha contribuito alla sua costruzione e manutenzione assegnando la decima parte del reddito del Principato – desyatina, da cui e prende il nome la chiesa. All’inizio del secolo la chiesa e stata circondata dalle gallerie. Nella chiesa Desyatinnaya sono stati sepolti Vlasimir I e la sua moglie, li sono anche stati trasportati da Vyshgorod le ceneri di principessa Olga. Durante gli scavi nel 2005 gli archeologi sono riusciti anche a trovare tre sepolture della meta del X secolo. Una volta in questo posto c’era un tumulo , che fu demolito per la costruzione della chiesa. La successiva tappa Vi porta ad uno degli edifici piu misteriosi ed enigmatici di Kiev – il Castello di Richard. E ad ogni passo su questa via antica vedrete ancora e ancora una volta i capolavori di architettura, opere di maestri d’arte o esposizione da museo. I turisti sono affascinati da questa via. Gradualmente , a partire dal 1985, la discesa di Sant’Andrea e diventata il luogo di regolare celebrazione di varie feste d’arte. I pittori di Kiev hanno adocchiato la via, facendola diventare studio all’aria aperta e nello stesso tempo il mercatino. Qui e possibile osservare come sotto il pennello del pittore nasce un nuovo quadro, o acquistarne uno piaciuto. Pian piano discesa di Sant’Andrea si e riempito degli studi d’arte, negozi e gallerie d’arte. Inoltre, solo qui si possono trovare cosi tanti souvenir nazionali, lavori fatti a mano dai maestri ucraini e gli oggetti della simbolica sovietica: unifirme militare, distintivi, medaglie e tanto altro. Tutto questo e molto altro, rendera la passegiata sulla strada ciottolata della discesa di Sant’Andrea indimenticabile nel programma di Kiev. Dopo la fine della gita, potrete rimanere sulla via per effettuare una passeggiata per conto Vostro, acquisto di souvenir e opere di locali maestri

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